Sport in viaggio

5 ferrate da percorrere in primavera, tra Lecco e Bergamo

Alla scoperta di alcune delle vie ferrate più famose del territorio dell’alto Lario

Le vie ferrate sono dei percorsi artificiali attrezzati con cavi metallici, ancoraggi fissi di vario genere, scalette e ponti sospesi che rendono praticabile agli alpinisti – più o meno esperti – una parete rocciosa, consentendo di percorrerla con maggiore facilità, di scalarne le pareti e di raggiungere vette più o meno elevate. 

L’idea dalla base delle vie ferrate – quella di rendere più agevole un percorso – è antica e risale al 1492 in Francia. Per la prima ferrata italiana si dovrà aspettare il 1880, quando le guide alpine di Madonna di Campiglio la crearono per esigenze commerciali. Le vie ferrate, soprattutto quelle che si trovano sulle Dolomiti, furono poi realizzate per agevolare il passaggio alle truppe in territori impervi di confine durante il periodo della Prima Guerra Mondiale. 

Le vie ferrate hanno quindi un passato glorioso e sono state rivalutate notevolmente dal turismo legato all’arrampicata con il trascorrere del tempo. Oggi le vie ferrate rappresentano un’attività ricreativa accessibile agli sportivi di qualsiasi livello che consente di praticare l’arrampicata su falesie e pareti rocciose di diverso tipo. Scopriamone 5 situate fra Lecco e Bergamo.

1. Via ferrata Gruppo Alpini – Corno Medale

Difficoltà: Difficile la prima metà poi meno impegnativa.

Tempo di percorrenza: 

- 2h la ferrata 

- 40 minuti di avvicinamento 

Si parte da Rancio, alla base del Monte San Martino, montagna che sovrasta Lecco, e con 40 minuti di avvicinamento si arriva all’attacco situato a un’altezza di 650 metri, su una placca inclinata. Grazie alla presenza di appoggi per i piedi abbastanza ampi, il percorso non è troppo difficoltoso anche se la continua verticalità ed esposizione ne aumentano il livello di difficoltà. La ferrata è attrezzata sia con il cavo metallico per i moschettoni che con la catena da utilizzare per tirarsi su in caso di necessità. Dopo la prima placca, ne seguono altre tre meno inclinate; superato questo pezzo si prosegue andando verso destra e incontrando alcuni terrazzini panoramici esposti verso il vuoto. 

La ferrata continua con il susseguirsi di diverse placche, alcune più complicate da scalare per la scarsa presenza di appigli e appoggi, altre più attrezzate, e balconcini dai quali è possibile ammirare il paesaggio sottostante con vista su Lecco e sul Monte Duemani. La caratteristica principale della ferrata del Corno Medale è la verticalità.

 

2. Via ferrata Gamma 1 - Resegone

Difficoltà: Moderatamente difficile, eccetto alcuni metri difficili prima del ponte a fune.

Tempi di percorrenza:

-3.30h la ferrata

-20 minuti avvicinamento

La Gamma 1 è forse la ferrata più frequentata delle quattro presenti sul Resegone. Dal piazzale della funivia che porta ai piani d’Erna in pochi minuti di sentiero si giunge all’attacco della ferrata. L’attacco è impegnativo per la scarsa presenza di appoggi per i piedi, successivamente si guadagna velocemente quota grazie all’abbondante presenza di scale, talvolta molto esposte. A metà della ferrata è presente un sentiero d’uscita che in pochi minuti porterà al rifugio Stoppani, permettendo di accorciare l’escursione. 

Il secondo tratto è decisamente più divertente e meno monotono, permettendo di “arrampicare” di più sulla roccia. Il passaggio chiave, e più divertente, della ferrata è il ponte tibetano presente a ¾ della ferrata. Il passaggio è molto aereo, ma sicuramente è ricompensato per la magnifica vista sulla valle sottostante.

Per i più allenati, ed esperti, è possibile concatenare la ferrata Gamma 1 alla ferrata Gamma 2. Questa è considerata una delle ferrate più impegnative, per la sua lunghezza e per i numerosi tratti dove si è costretti a “tirare” sulla catena. In più, non ci sono vie di fuga lungo il tragitto: di conseguenza, bisogna affrontarla solo se ben preparati. Questa vi condurrà in cima al Resegone, regalandovi una vista che spazia sui laghi e la val Sassina.

3. Via ferrata Monte Grona, Menaggio

Difficoltà: Difficile

Tempi di percorrenza:

-2.30h la ferrata

-1.20h avvicinamento 

Splendida ferrata sulla sponda occidentale del lago di Como, dalla cima della quale si può godere del panorama che spazia dal lago di Como a quello di Lugano. Parcheggiata la macchina al temine della sterrata che si stacca frazione di Breglia, si imbocca il facile sentiero che conduce al Rifugio Menaggio e, lasciatoselo alle spalle, si prosegue fino all’attacco della ferrata.   

La ferrata risale i tre torrioni -Denti-, seguendone per lo più il filo di cresta. I recenti lavori di ristrutturazione hanno contribuito a mitigare le difficoltà con l’aggiunta di alcune staffe per i piedi. L’attacco è subito verticale, poi si prosegue più agevolmente. La ferrata si caratterizza per le 2 vie d’uscita presenti alla cima dei torrioni, che permettono di interrompere la ferrata a circa 1/3 e 2/3 del percorso. La via prosegue alternando placche di aderenza a tratti di salita divertente e panoramica, fino a giungere al terzo torrione dove si incontra il tratto più difficile ed esposto della ferrata. 

4. Via ferrata Passo della Porta, Presolana

Difficoltà: Moderatamente difficile con alcuni passaggi esposti.

Tempi di percorrenza: 5-6h, di cui 2.30h il tratto attrezzato.

La via ferrata di Passo della Porta attraversa il versante nord-est della Presolana, che è la parte più selvaggia della Orobie. Dall’abitato di Colere, in provincia di Bergamo, si raggiunge con gli impianti o il sentiero il rifugio Albani, e da lì si prosegue verso le baracche delle miniere e da lì all’attacco della ferrata. La salita è impegnativa, complice l’ambiente di alta montagna, la possibilità trovare neve anche in stagione inoltrata e la parete rocciosa che è particolarmente austera. 

L’attacco è subito impegnativo, non estremo, ma in ambiente selvaggio di montagna. L’allestimento della ferrata aiuta nella salita e, attraverso anche tratti di sentiero, si giunge infine verso il culmine della ferrata, da cui si prosegue verso il Visolo e la successiva discesa oppure si ritorna indietro verso il rifugio.

La Presolana è una montagna conosciuta per i suoi cambi repentini delle condizioni atmosferiche: per questo motivo ogni qual volta si pianifica un’escursione è sempre bene controllare le previsioni metereologiche. Si tratta di un percorso molto lungo che non ha vie di fuga: è necessario quindi prestare particolare attenzione.

5. Via ferrata Madonnina del Coren, via Val Brembana

Difficoltà: Moderatamente difficile con alcuni passaggi più ostici e non sempre banali.

Tempi di percorrenza:

-1h la ferrata

-40 minuti avvicinamento

Questo percorso permetterà di apprezzare i paesaggi della val Brembana. La ferrata attacca risalendo un canale su facili roccette, per poi spostarsi su facili roccette ben appigliate intervallate da sentiero. Finito questo tratto un sentiero ci porta in 10 minuti all'imbocco del tratto più caratteristico di questa via, una grotta-camino che va salita in spaccata con un piede sui pioli e uno sulla roccia. Un traverso ci conduce all'uscita della grotta, che costituisce il tratto più suggestivo ed impegnativo della via. 

La ferrata continua risalendo 3 caminetti che conducono ad un terrazzino, qui sulla sinistra parte un sentiero che porta in un paio di minuti sulla vetta. In alternativa, prendendo a destra, una catena permette di salire una breve paretina povera di appigli arrivando sulla cresta finale. In breve tempo si arriverà alla croce posta sulla Corna Camoscera, a quota 1.342 metri, 

Per prepararti al meglio ad affrontare qualsiasi percorso in alta quota, ricorda di prevedere per tempo tutta l’attrezzatura necessaria per la scalata e l’abbigliamento che si adatta meglio alla stagione. 

DF SPORT SPECIALIST
30 Aprile 2019
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