Sport in viaggio

DALLE ALPI PIEMONTESI AL MAR LIGURE LUNGO LA VIA DEL SALE

Antonio Armuzzi, responsabile running del punto vendita di Lissone, e Luca Guglielmetti, insieme di corsa sui vecchi sentieri utilizzati dai mercanti di sale: 100 km da Limone Piemonte a Ventimiglia in poco più di tredici ore

Antonio e Luca sono amici e condividono la passione per gli ultra trail: corrono e si allenano insieme non appena il lavoro glielo permette, la passione è forte, intensa, fatta di obiettivi e risultati ma quest’anno, si sa, le gare che avevano programmato sono state annullate.
Per chi, come loro, è abituato ad allenarsi in vista delle competizioni è difficile mantenere alte motivazione e concentrazione: la ricerca di nuove sfide diventa quindi fondamentale come stimolo per programmare gli allenamenti, per mettersi in gioco individuando nuovi traguardi personali, a volte in solitaria o in coppia, come nel caso di Antonio e Luca.

Ai primi di luglio hanno concretizzato il loro primo risultato stagionale: 100 chilometri di corsa con un dislivello complessivo di 2.200 metri, partenza da Limone Piemonte e arrivo a Ventimiglia, con una sola e breve sosta al 78 chilometro e un percorso complessivo compiuto in poco più di tredici ore.

Scoprite con noi com’è andata la loro avventura!

Com’è nata l’idea?
Per noi che amiamo le ultra trail, doverne fare a meno è davvero difficile: durante il lockdown, abbiamo iniziato a pensare come avremmo potuto compensare questa mancanza non appena avremmo avuto il via libera per tornare a correre. Così è nata l’idea di questa traversata: siamo partiti di notte dopo aver terminato la giornata di lavoro, passando dai 30 gradi della pianura ai 12 di Limone Piemonte.
A mezzanotte e mezza abbiamo iniziato a correre, frontale accesa per guidare i nostri passi sul sentiero, accorgendoci dopo poco che ci accompagnava una bellissima luna piena che illuminava il percorso così chiaramente da farci spegnere le frontali. E’ stata un’emozione davvero unica!

Perché avete scelto la Via del Sale?
Ho proposto a Luca questo itinerario – ci racconta Antonio – perché era stato fatto lo scorso anno da mio papà, in due giorni, con la mountain bike e ne era rimasto entusiasta. Per gli appassionati della bicicletta questo è un percorso battuto, lo è molto meno dai runner, aspetto che ci ha stimolato a fare questa scelta, oltre che per la bellezza e la varietà del paesaggio che avevamo visto dalle foto e documentandoci anche online.
Il paesaggio è molto bello ma molto spoglio, - ci racconta Luca - poche segnalazioni lungo il sentiero: all’orizzonte, man mano che correvamo, vedevamo avvicinarsi il mare, la nostra meta a Ventimiglia.

Come vi siete allenati considerando anche il periodo del lockdown?
Siamo rimasti sempre attivi utilizzando la bicicletta da spinning, i rulli e facendo anche tanto allenamento a secco per cercare di mantenere una buona condizione muscolare, in attesa che si potesse tornare a correre in montagna a macinare chilometri, come piace a noi.

Come avete gestito le energie durante la traversata?
Il primo e unico “pit stop” lo abbiamo fatto al 78 chilometro al rifugio Gola di Gouda, a metà mattina verso le 10, per una veloce colazione prima di ripartire per gli ultimi chilometri finali.
E’ stata dura in alcuni momenti, soprattutto di giorno quando le temperature si sono alzate – ci racconta Luca. Erano i primi caldi della stagione e non eravamo abituati a temperature così elevate: abbiamo sofferto nella parte finale del percorso, essere in due però ci ha permesso di sostenerci e spronarci a vicenda per tenere duro ed arrivare fino in fondo.
Devo dire grazie ad Antonio, la sua lunga esperienza da professionista, è stata fondamentale per la gestione del ritmo di corsa e quindi dell’energia.
Lungo il percorso poche possibilità di rifornimento d’acqua, fontane pressoché inesistenti. Ne abbiamo trovata una sola, la gestione dell’acqua è stata quindi parsimoniosa, consapevoli dei chilometri che ci mancavano alla meta e del gran caldo delle ore diurne.
A proposito di energie – ci racconta Antonio – ne abbiamo impiegate tante, soprattutto a livello mentale, quando alle 7 del mattino ci siamo trovati, in territorio francese, circondati da sei cani, quelli utilizzati dai pastori per tenere lontani i lupi: è stato davvero un momento molto brutto, a furia di urla e tentativi di tenerli lontani con i nostri bastoncini da trekking siamo riusciti a proseguire, purtroppo però allungando il percorso di circa venti chilometri.

Il vostro prossimo obiettivo?
La data ce c’è già, 19 settembre, e l’idea pure: questa volta giochiamo in casa, sulle montagne dell’Alta Via dei Monti Lariani con un percorso di 130 km e un dislivello complessivo di 5.500 metri.
Partenza sempre di notte: sarà più impegnativo dal punto di vista del dislivello ma a nostro favore il fatto di correre su sentieri che conosciamo molto bene.

Forza ragazzi!

DF SPORT SPECIALIST
11 Agosto 2020
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