Stanley - Idratazione e attività fisica
 
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Stanley - Idratazione e attività fisica

Idratazione e attività fisica? Matteo de Zaiacomo racconta.

Ciao Matteo, raccontaci qualcosa di te. Chi sei? Come è nata la tua passione per la montagna? A che età hai iniziato ad arrampicare e con chi? 
Mi chiamo Matteo de Zaiacomo e ho 28 anni. Sono nato in Valtellina ma ho mosso i primi passi in verticale sulla dolomia dell’agordino (Belluno). Andavamo in vacanza ad agosto a trovare la nonna è una volta mio papà mi ha portato a fare una via lunga sul passo Falzarego e ho il ricordo vivissimo di poter vedere le macchine laggiù in basso. Come fossi un aquila! Ero tanto in alto da poterle afferrare con le dita e ricordo un potentissimo senso di libertà! Lo stesso che cerco e che provo ancora oggi andando in montagna.

Quali sport praticavi prima di avvicinarti al mondo del climbing? Ed ora che sport pratici oltre all’arrampicata/alpinismo?
Prima di iniziare il mio percorso di arrampicatore, che in realtà in maniera latente era già cominciato ben prima che ne prendessi coscienza andando in montagna con i miei genitori, giocavo al pallone. Sciavo e nuotavo come la maggior parte dei ragazzini poi l’arrampicata in tutte le sue dimensioni è stato un percorso totalizzante. Ora Vado a sciare ogni tanto e non son più nemmeno convinto di riuscire a tirare un pallone in porta vuota dagli 11 metri. 

Dicci la verità, quali fra queste tre discipline preferisci di più: arrampicata in falesia, boulder o vie di montagna?
Ogni disciplina ha il suo fascino e non riuscirei a dire quale delle 3 preferisco perché son tutte declinazioni di una stessa passione, muovermi in verticale sfidando la gravità. In realtà è questa semplice sfida alle leggi fisiche ad essere un continuo stimolo. Insomma dovessi alzarmi domani e scegliere avrei lo stesso piacere di andare in falesia in parete o su un blocco di pochi metri. Ma se guardo indietro ammetto che le spedizioni alpinistiche son quelle che più hanno riempito il mio animo di orgoglio. Quando ripenso ai mesi spesi in Himalaya o all’isola di Baffin allora la soddisfazione di una salita è molto più amplificata della salita seppur durissima di un blocco. 

Cosa ne pensi dell’allenamento in palestra? meglio boulder o corda? 
Io penso che qualsiasi allenamento funziona meglio se diventa un divertimento. Il boulder penso sia sempre la soluzione migliore per l’allenamento indoor. Ne capisco anche poco di allenamenti, ma ho sempre pensato che meno faccio fatica a fare il singolo movimento più movimenti riesco a fare.
 
L’allenamento a secco. Consigli? Lo fai? Se si, ti piace farlo? 
L’allenamento a secco non fa proprio per me. Ne avrei bisogno e ammiro chi riesce a trovare il tempo è la concentrazione per farlo. Ritengo migliori notevolmente la forza nelle dita e ne ho visto l’efficacia vedendo amici riuscire a mantenere uno stimolo alto nei movimenti per parecchi movimenti consecutivi. Personalmente non faccio allenamento a secco ormai da 10 anni e credo d’averlo fatto per non più di un mese. Non ho esperienza e tantomeno son nelle condizioni di poter dare consigli.
Cosa ne pensi del deep water solo? E del free solo? 
Son due discipline completamente diverse il free solo non ammette errori e per certi versi si avvicina molto ad un concetto di alpinismo estremo. Ho avuto esperienze di entrambi i tipi arrampicando a cuor leggero sull’acqua e arrampicando slegato con l’angoscia che qualcosa potesse andar storto. 
 
L’idratazione è un aspetto fondamentale per gli sportivi. Cosa ne pensi? Che tipologia di bottiglie utilizzi durante i tuoi allenamenti e nella vita quotidiana? 
L’idratazione è importantissima e soprattutto durante le lunghe giornate in montagna sottovalutare una corretta idratazione puó fare la differenza in termini di cali di forza e concentrazione. In spedizione soprattutto in quota sono solito riempire la mia bottiglia Stanley con acqua e sali minerali. 
 
Perché Stanley
Innanzi tutto il prodotto ha una funzionabilità in termini di mantenimento della temperatura incredibili, sia del caldo che del freddo ma soprattutto per essere il più possibile ad impatto zero per l’ambiente che mi ospita. Ho scelto proprio questo genere di alpinismo, con l’obbiettivo di non lasciar alcuna traccia del passaggio sulla montagna. Mantenendo intatto l’ambiente ma anche l’avventura che l’ambiente offre. È una scelta che si definisce anche nei dettagli, per questo odio quando capita di trovare bottiglie di plastica abbandonate. Ho deciso che non avrei mai più portato plastica inutile in montagna. 
Nella tua carriera, qual è stata la soddisfazione più grande che hai avuto come sportivo? 
È difficile da dire perché mi son preso tantissime grandi soddisfazioni in termini di prestazione, che poi son prestazioni relative, penso che il grande privilegio che offre la montagna è di essere noi stessi arbitro delle nostre prestazioni, ognuno decide che medaglie andare a vincere in montagna! Ma la soddisfazione più grande è poter dire a distanza di anni di aver trovato uno sport capace di rinnovare ogni volta la sfida con me stesso. Di essere in grado di rivivere le stesse emozioni di tanto tempo fa. Essere ogni volta felice di arrampicare è la soddisfazione più grande.
 
Ci puoi dire qualcosa sui tuoi obiettivi futuri? Cos’hai in mente? 
La mente scoppia di idee ma il tempo sembra non essere mai abbastanza. Vorrei andare in Patagonia insieme agli amici e ragni Matteo della Bordella e Luca schiera, con i quali ho già condiviso viaggi incredibili un po’ ovunque nel mondo. È risaputa la Patagonia terra capricciosa per le condizioni ma arrivare in cima al Cerro Torre sarebbe il sogno più grande
 

 

DF SPORT SPECIALIST
22 Giugno 2021
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