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Simone Moro, testimonial di DF Sport Specialist, alle prese con la sua ultima impresa

Sfida è una parola che non lo spaventa affatto: la carriera, i successi e le conquiste ad alta quota di Simone Moro

L’inverno sta arrivando: nel sentire questa frase molti penserebbero all’arrivo della nuova stagione de’ “Il trono di spade”, alla trapunta pesante, al profumo delle caldarroste per strada, al bisogno di chiudersi in casa e cercare un po’ di tepore fra gli affetti domestici. Per Simone Moro inverno significa qualcosa di molto diverso: avventura, competizione, impegno, dedizione, fatica, passione

Simone Moro, testimonial (con nostro grande orgoglio) di DF Sport Specialist, è un gigante della montagna che ama sfidare l’inverno, sé stesso, i suoi limiti, i suoi stessi sogni per vedere fin dove è in grado di arrivare. Fallimento, obiettivo, paura, coraggio, squadra, leadership: sono i temi principali che emergono dai racconti delle sue avventure, gli stessi alla base di ogni attività sportiva, quei valori che muovono chi, nel tempo, ha fatto dello sport non solo una passione, ma una vera e propria ragione di vita. Ripercorriamo insieme la carriera di Simone Moro per conoscere più da vicino un alpinista fuori dal comune che in tanti vorrebbero emulare. 

La carriera di Simone Moro

Simone Moro è l’unico alpinista che ha raggiunto ben 4 cime sopra gli 8.000 metri nel pieno della stagione invernale, il Shisha Pangma (8.027 m), il Makalu (8463 m), il Gasherbrum II (8.035 m) e il Nanga Parbat (8.126 metri) ed è arrivato 4 volte sulla cima dell’Everest (8.848 m), per la prima volta nel 2000, 19 anni fa. 

Classe 1967, bergamasco, laureato in scienze motorie (110 e lode a una tesi su “Alpinismo a quote estreme”), è un pilota di elicottero specializzato nel soccorso in Himalaya. Ha pubblicato ben 9 libri: nell’ultimo, Siberia -71. Là dove gli uomini amano il freddo, racconta la sua penultima fatica, in mezzo al gelo della Siberia. 

Simone ha messo la sua abilità di pilota al servizio delle persone: il salvataggio sulla parete ovest del Lhotse (8516 m) in Nepal, in solitaria al buio, senza ossigeno, con rischio valanghe altissimo, gli è valso il “Pierre de Coubertin Fair Play Trophy” dall’UNESCO, il “David A. Sowles Award” dal segretario dell’ONU Kofi Annan e la Medaglia d’Oro al Valor Civile dal Presidente della Repubblica. Simone ha ricevuto anche il “Best of The Explorersweb” per la migliore impresa alpinistica e il “Golden Piton” della rivista americana Climbing per la salita al Gasherbrum II.

Le ultime (straordinarie) imprese di Simone Moro

È il 6 febbraio del 2016: Simone Moro raggiunge la vetta del Nanga Parbat, in Pakistan, a 8126 metri di altezza. Lo fa in compagnia di Tamara Lunger, Alex Txicon e Alì Sadpara. I loro nomi passano alla storia: Simone (assieme ai tre) è il primo alpinista al mondo ad aver raggiunto quattro cime di 8000 metri in inverno. Il Narga Parbat non è una montagna come le altre: in lingua urdu significa “montagna nuda”, mentre gli abitanti della regione, gli sherpa, la chiamano "la mangiauomini" o la "montagna del diavolo": il 28% delle persone che hanno tentato di scalarla, negli anni, ne sono rimaste vittima. La sensazione di gratificazione e apprezzamento verso sé stessi nell’aver raggiunto l’ambito traguardo è stato per Simone e i suoi compagni il premio più grande in assoluto. 

Ma una sfida tira l’altra: ecco perché, il 28 dicembre 2018, Simone Moro ha deciso di partire per una nuova impresa titanica: tentare di scalare il Manaslu, ottava montagna più alta del mondo, dopo il fallimento dell’avventura del 2015. Ha scelto di farlo con l’utilizzo di un’attrezzatura vegana, con pochi bagagli e un solo compagno di scalata, Pemba Geje Sherpa. 

Il fuoriclasse della montagna, che stava raccontando sui social questa nuova spedizione invernale, ha dichiarato che la situazione non è delle migliori a causa della grande quantità di neve caduta e delle numerose valanghe verificatesi, ma era deciso a non rinunciare. Pochi giorni dopo però la situazione è diventata ancora più pericolosa e i due hanno deciso di rinunciare, per la seconda volta, alla conquista invernale del Manaslu. L’alpinista ha dichiarato su Facebook “Mi chiamano "winter maestro" voglio onorare questo titolo con la rinuncia, difficile dopo tanta attesa ma a volte ingrediente essenziale per il successo futuro".

 

Purtroppo, questa grande avventura non è riuscita a compiersi per le condizioni avverse e troppo pericolose, ma siamo sicuri che Simone tornerà a stupirci con le sue imprese. Se volete continuare a seguire le sue gesta e quelle degli altri grandi dello sport, seguiteci sul nostro profilo Instagram DF Sport Specialist IG 😉 Vi terremo aggiornati! 

DF SPORT SPECIALIST
07 Febbraio 2019
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