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A tu per tu con i grandi dello sport : storie di soccorso alpino

Il servizio regionale lombardo del Cnsas protagonista della serata “Nell’ombra della luna”

Una serata di storie forti, coinvolgenti, a volte a lieto fine e a volte no, che hanno emozionato e fatto riflettere sull’impegno e la dedizione di questi uomini che ogni giorno mettono in gioco la propria incolumità per salvare delle vite. 

Squilla il telefono. Fuori è una notte di tempesta, due ragazzini si sono persi nel bosco, lungo un torrente. Non importa se la casa è calda, se il rischio è alto: senza esitazione, ognuno dà la propria disponibilità alla squadra, per fare il possibile e riportarli a casa. Questo è lo spirito del Corpo nazionale del Soccorso Alpino, protagonista della serata che ha attirato centinaia di persone nel punto vendita di Bevera di Sirtori.

La serata, che ha riscosso un enorme successo, ha rispecchiato lo spirito di questi volontari: pochi fronzoli, parole sincere, grande cuore e forte senso di squadra. Invitando a parlare anche le persone soccorse, hanno raccontato storie molto diverse ma vissute con le medesime emozioni dalla parete Fasana della Grigna all’Hotel Rigopiano in Abruzzo: preoccupazione, dedizione, istinto e forza di volontà.

“Abbiamo lasciato i video al naturale, così com’erano, senza musiche – ha detto Enzo Volpe, già capo della stazione Valsassina e Valvarrone del CNSAS –. I suoni sono quelli dell’acqua, del vento, dei nostri passi e delle nostre voci. Siamo qui per trasmettervi ciò che si vive durante un soccorso, seguendo il consiglio di Daniele che ci aveva raccomandato di raccontare e scrivere ciò che facciamo, non perché siamo i più bravi ma per non far dimenticare e per mostrare cosa può fare la passione”.

Dedizione, spirito di sacrificio e forte senso di squadra

Soccorsi al buio, che durano spesso molte ore, su terreni difficili e in condizioni quasi sempre avverse. “Nel soccorso è il gruppo che fa la differenza – ha detto Alessandro Spada, vicepresidente del Soccorso Alpino Lombardo –. I momenti più importanti per noi sono quelli di condivisione, quando ad esempio si mangia qualcosa insieme dopo ore di tensione per portare a termine un intervento. Il singolo non è nulla senza il gruppo, e il gruppo unito in un’operazione vale molto più della somma dei singoli”.

Toccante la tragica esperienza vissuta nell’intervento all’Hotel Rigopiano raccontata da Gianni Gamba,  vice delegato della VI Orobica, che ha coordinato le squadre dei soccorritori Lombardi destinati sul posto. “Abbiamo trovato una situazione devastante, molto difficile da gestire. Conosciamo le valanghe, ma lì c’erano molti altri fattori in gioco. La complessità non era solo dal punto di vista pratico ma anche emotivo: concentrazione, rabbia, frustrazione. I media parlavano di noi come angeli o eroi. Non lo siamo, siamo lì a fare il possibile”.

“Tengo molto a questa serata – ha detto un commosso Sergio Longoni – perché l’avevo pensata e organizzata con Daniele Chiappa molto tempo fa, ma lui è venuto prematuramente a mancare poco prima di realizzarla. Era un uomo straordinario, un amico sincero e generoso, attento ai problemi degli altri. Siamo ora finalmente riusciti a realizzarla con Cnsas Lombardo e in particolare con gli amici della Valsassina: il titolo è quello del libro che Daniele ha scritto sull’attività dei volontari. Sono persone eccezionali e sono onorato di ospitarli”.

Gli applausi si sono susseguiti, incessanti, per tutta la serata, che si è conclusa con una splendida immagine di tutti i tecnici CNSAS presenti riuniti sul palco accanto a Sergio Longoni.

DF SPORT SPECIALIST
19 Novembre 2019
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