Renzo Barbugian

Perchè sponsor

Abbiamo scelto Renzo come nostro testimonial non solo per i risultati sportivi.
Forse come Renzo non c'è nessun altro capace di trasmettere la passione per il running.

Curriculum vitae

SALUTE E BENESSERE : BARBUGIAN RENZO 09-11-1966

Il 2005 è stato l’anno della svolta della mia vita.
Nel gennaio 2005 entrando in vigore la legge contro il fumo nei locali pubblici decisi di smettere di fumare.in quanto abituato al bar ,dopo il caffè ,fumavo,così presi la palla al balzo per smettere.
La dose giornaliera era di 1 pacchetto e mezzo di sigarette al giorno, ciò, non era molto adeguato al lavoro che faccio (tecnico dentista) ,in quanto fumando all’interno del mio laboratorio, i manufatti protesici puzzavano di fumo, per non parlare poi dei problemi di salute che può dare,(e poteva darmene ben altri più gravi , come sappiamo tutti), non sottovalutando il fattore economico e quello che avevo in casa figli piccoli e moglie non fumatrice ; tutte motivazioni per smettere al più presto! , da qui la decisione di smettere . I primi giorni furono semplici da affrontare, c’era la scommessa con se stessi, il problema fu dalla 3a settimana in poi,quando lo stimolo della scommessa inizia a svanire ed interviene la forza di volontà soggettiva,ma conoscendo la mia tenacia, senza alcun bisogno di cerotti o altro sono riuscii a smettere definitivamente.
Solitamente si dice che chi smette di fumare , ingrassa ! tutte storie,dipende da ciò che fai !
Nel giugno sempre del 2005 andai a fare una vacanza al mare in Egitto con la famiglia,e mi resi conto, che forse per l’età che avevo (40 anni ),il peso era un pochino elevato , 98 kg circa. Durante le azioni quotidiane mi sentivo goffo,(classico non riuscire ad allacciarsi le scarpe da seduto ) così pensai di calare di peso ,abbinando una dieta al movimento e prendendo l’occasione che era chiaro presto la mattina, ,così potevo correre , docciarmi e andare al lavoro. Iniziai la mia dieta personale senza l’aiuto di nessuno, (leggendo qualche libro su alimenti e nutrizione), solamente diminuendo le porzioni e mangiando un pochino più “pulito”. Pensai di non privarmi di nulla ma solo ridurre le porzioni e di controllare le calorie apportate per il fabbisogno giornaliero, così anche il mio cervello non subiva traumi.da privazione di cibo. Per quanto riguarda il movimento iniziai a corricchiare una ventina di minuti ,alla mattina, anche qui leggendo notizie qua e la,su come correre e perché. In breve tempo, uscendo 3 volte la settimana , e con la dieta, iniziai a calare di peso vistosamente, il fatto di andare a correre la mattina prima di andare a lavorare non mi pesava ,perché la voglia di vedere i risultati era fortissima. Mi resi conto che incredibilmente perdevo oltre 1 kg la settimana e che la corsa si faceva sempre più leggera. L’obbiettivo era stimolante, mi sembrava di ritornare indietro nel tempo ,quando mi sposai, mi sarebbe piaciuto tornare almeno al peso del matrimonio,78 kg. (1993) dopo i primi 3 mesi di questa nuova stimolante vita,mi resi conto del benessere fisico e psicologico che ne stavo traendo.ero molto più reattivo , mai stanco, socialmente attivo , la corsa era anche un momento per pensare a come affrontare la giornata di impegni, mi proponevo alla gente con uno spirito più sicuro e propositivo. Era cambiata la filosofia di vita. Salute, famiglia , lavoro e qualità della vita sono le cose che stanno in cima alla mia graduatoria di importanza.
Superata la prima fase di 3 mesi appunto,perdendo i primi 15 kg,iniziai a partecipare a qualche gara di paese, in quanto mi piaceva correre anche con altra gente. Correre con altri, socializzare e conoscere ,molta gente , mi intrigava .così mi informavo dove ci fosse la “tapasciata”della domenica (così sono chiamate le gare non competitive di paese ) ognuna ha dei percorsi diversi ,in base ai km che si decide di fare.7,14,21 o oltre.
A questo punto per mia sicurezza andai a fare una visita per l’attività agonistica con test da sforzo per sapere se a livello cardiaco avessi qualche problema.Una volta avuto l’ok dal cardiologo , il tutto mi proiettò verso la mia prima gara ufficiale,infatti continuando piano piano a fare km, arrivai a farne una quindicina consecutivi,a questo punto mi mancavano solo 6 km per affrontare una mezza maratona .( sia ben chiaro che la mia attività fisica precedente risaliva a 17 anni prima, quando giocavo a calcio a livello amatoriale come quasi tutti,e che termini come mezza maratona,maratona ,chip di rilevamento cronometrico ,tapasciata di paese ed altro erano a me totalmente sconosciuti) a monza ,il 16 settembre 2005 esordii nella mia prima mezza maratona,21,097 km ,bellissimo ,entusiasta, carico ed emozionato.Non sapevo nulla su cosa bisognasse fare,per poter parteciparvi,avevo letto che bisognava ritirare un pettorale, così quando andai allo stand per ritirarlo ,mi consegnarono anche un oggetto (chip) che non sapevo cosa fosse, così, chiesi in giro ad altre persone( poi conosciute come” runners”) cosa dovevo fare da totale inesperto .Pioveva moltissimo e faceva freddo , sembrava inverno,comunque,la partenza ,con tutta quella gente,lo speaker che parlava ,tutti i concorrenti ,con le loro maniacali convinzioni su come fare la gara e su come si preparavano ,mi davano una carica di adrenalina pazzesca, così riuscii con molte difficoltà a portarla a termine ,capendo cosa significava” correre”.Finirla tutta fu un sogno ,e finirla in h 1,35,36 ,come prima gara fu a detta di molti un bel tempo. Il risultato mi galvanizzò, ( per l’emozione di una vera gara ,per la competizione con altri ,per il fatto di fare uno sport individuale dove il risultato dipende solo da te stesso) così, decisi di sfidare me stesso. Leggendo la gazzetta dello sport , la mattina successiva, vidi delle foto di maratoneti,che in previsione della maratona di milano,(che si sarebbe svolta il 4 dicembre del 2005) si sarebbero preparati in un parco a milano .
Gli incontri si svolgevano il sabato e anche se lontani da casa provai ad andare, qui ,cercavano 2 persone motivate a fare la maratona,un uomo e una donna. Io mi offrii subito, visto quello che avevo fatto finora ,era l’occasione giusta per propormi ed avere uno stimolo per tentare la prima maratona. Venni così selezionato,per portare avanti un progetto che si chiamava “due nella sfida” in collaborazione con “la gazzetta dello sport “e il” marathon center del dott.Rosa “( allenatore dei keniani più forti al mondo).Lo scopo era quello di portare due persone alla prima maratona, da qui venni sottoposto ad un test di soglia incrementale (dove si calcolano le soglie aerobiche ed anaerobiche) mi fu fatta una tabella di allenamenti alla quale io in concomitanza con i miei impegni di lavoro e famiglia, seguii. . Questa tabella non era generica ma personale ,basata sulle frequenze cardiache e sulla quantità di acido lattico prodotto durante la corsa.da qui in poi mi allenai sempre con il cardiofrequenzimetro,(cosa che faccio tuttora) strumento indispensabile ,che abbinato al test come precedentemente accennato facilita il miglioramento della performance , facendoti sapere come stai correndo. Con molti sacrifici, alzandomi presto la mattina per gli allenamenti o finendo un po prima la sera di lavorare, mi allenai 3-4 volte la settimana e continuando la mia dieta personale continuavo a perdere peso inesorabilmente, tanto da fare preoccupare la mia famiglia,e soprattutto mia mamma che abituata a vedermi bello rotondeggiante mi chiedeva se stessi bene. Io stavo sempre meglio,anche confortato dal mio medico di base,al quale mi ero rivolto per un consulto generale.
Da settembre a novembre (2 mesi)altri12 kg di peso si sciolsero per strada, raggiungendo 71 kg,
incredibile ma vero, mai in tutta la mia vita avevo raggiunto uno stato forma così eccellente.Mi dissero che il progetto che stavamo facendo ,sarebbe stato una sorta di reality in diretta TV.
Incentivato dal fatto che durante la maratona sarei stato seguito dalla RAI in diretta
e monitorato a distanza da piazza duomo su come si fosse comportato il mio cuore ,(visto che avrei corso con cardiofrequenzimetro e trasmettitore) i miei allenamenti sembravano più leggeri,ero carico di adrenalina,per l’evolversi della situazione. Allenandomi sempre da solo( in quanto se si vuole migliorare non ci si può allenare insieme ,a meno che ci si alleni con amici che abbiano gli stessi tempi e stesse o differenti frequenze cardiache come poi vedremo) e
rispettando le tabelle datemi. IL primo ostacolo di un certo rilievo , il cosiddetto allenamento “lungo”,(cioè un allenamento di parecchi km)lo feci partecipando alla “Milano-Pavia “,di km 32,756) ,Il crono si fermò a h2,33,34,mica male come prima esperienza . La data della maratona si avvicinava inesorabilmente e la tensione aumentava, data dal fatto anche che i media locali (“l’Esagono” di Monza e Brianza,“La Provincia”, “Il Cittadino”,soprattutto “Il Giornale di Carate”) e nazionali (“La Gazzetta dello Sport”) ne riportavano la notizia.
Giunti alla vigilia della maratona (tra l’altro sotto la neve) c’era stato l’incontro con dei professionisti dello sport ,tra i quali :
Stefano Baldini olimpionico di maratona ,Mario Ardemagni campione del mondo di 100km,Gianluca Genoni campione del mondo di apnea, il quale visto il mio score rimase impressionato, in quanto anche lui avrebbe fatto la maratona a milano, ed era alla seconda,
ma con dei tempi piuttosto alti.
Il 4 Dicembre 2005 , il giorno della verità. Alzato alle 5,00 ,preparato le ultime cose: scarpe, maglia, calze , pantacollant , vaselina per capezzoli , inguine e ascelle, guanti in seta e prodotti idro-energetici da usare durante la gara, mi incontrai con l’amico che mi aveva seguito fino a questo momento (premetto che anch’egli non correva e che dopo queste emozioni si è innamorato del running a tal punto che nel dicembre 2007 ,dopo circa 2 anni di allenamento ha affrontò anch’egli la maratona a Milano provando l’infinito senso di appagamento che dà una competizione così dura una volta terminata) e partendo per Milano in auto (da dove distiamo 20km) iniziò a fare foto e filmati dell’evento,chiedendomi le sensazioni che provavo.Io mi sentivo carico e deciso ,senza essere spavaldo.I “nuovi amici “che da anni correvano nel mio paese mi avevano detto che il risultato che avevo promesso e che avevamo prospettato con l’equipè del Dott.Rosa era molto ma molto difficile da raggiungere , concludere la prima Maratona sotto le h3,15 senza avere alle spalle grosse basi atletiche ,dopo tutte le vicissitudini da cui arrivavo e preparandola praticamente in 3 mesi , era impossibile.
Giunti a milano in piazza duomo ,dove era dislocato il villaggio maratona ,fui accolto dagli organizzatori,che mi accompagnarono sotto un tendone dove ho iniziai la vestizione.
Era bellissimo, le prime luci dell’alba , vedere il meccanismo organizzativo al lavoro,vedere pullman pubblicitari della gazzetta dello sport, la base rai da dove veniva trasmessa la telecronaca ,i giornalisti accreditati da tutto il mondo, la massa della gente che arrivava da tutte le direzioni,insomma un evento sportivo internazionale.gli organizzatori mi applicarono il cardiofrequenzimetro,con il quale mi avrebbero monitorato dallo studio,poi incontratomi con l’altra ragazza del progetto, una volta pronti andammo a fare il riscaldamento.
Noi avremmo dovuto partire 30 minuti prima della gara ufficiale, perché eravamo da intrattenimento televisivo di RAI 3. Dopo un breve e convulso riscaldamento in mezzo a migliaia di persone ci accompagnarono alla partenza,sostenendoci ,chiedendoci come stavamo ,insieme a noi sarebbero partiti altri maratoneti, con lo scopo di aiutarci nel lungo “viaggio”,verso l’arrivo sperato, inoltre c’erano 2 tecnici in bici che avevano i nostri alimenti e beveraggi,che ci avrebbero passato durante la gara. CONSIGLIO:non prendere mai ne da bere ne da mangiare cose nuove se non si è prima provato in allenamento.arrivati sulla linea della partenza ecco davanti a noi tutti i giornalisti e fotografi all’opera,tra i quali cito “Stefano Mariga” de “IL GIORNALE DI CARATE” che da quando lo invitai all’ultimo incontro con i campioni sopracitati capì che si trattava di un evento e da quel momento mi ha segui fino alla fine (saltando il servizio fotografico sul vescovo di milano che aveva in programma il giorno della maratona per seguire me ). INTERVISTATO da Elisabetta Caporale giornalista di RAI sport e dallo speaker”Paolo Mutton” mi sono sentito” importante” , sapendo che ero anche in diretta televisiva. Alle 08,50 , il via ,tra le moto e bici al seguito riconoscevo quella del fotografo de “il giornale di carate” che in bici mi segui per diversi km (poi prese la metro, ma comunque con questa occasione ha fatto un salto di qualità professionale ,lavorando anche per riviste specializzate) e la moto RAI, che ci riprendeva.
Dopo qualche km, i vigili non ci indicarono la strada ,in quanto non avvisati della nostra partenza anticipata e noi sbagliammo percorso, dopo la correzione stradale ci rimettemmo a macinare km,insieme alle 2 bici dei tecnici e ai 6 podisti che ci correvano al fianco. Io da inesperto fremevo per tenere il ritmo alto per poter arrivare nei tempi stabiliti per “la sfida” ovvero terminare la gara in h 3,15,ma il ritmo della ragazza che con me faceva parte del progetto era troppo lento per me,lei doveva farla in h3,30 e un po’ di esperienza l’aveva , avendone già fatte altre di maratone,mentre io avevo l’incognita di non averne mai fatte ,ed è per questo che tutti mi tenevano frenato ,per non” saltare “ agli ultimi km , che a detta di tutti sarebbero stati i più duri. Dopo circa 10 km dallo studio rai il responsabile dei preparatori del “marathon sport center di brescia” dott Huber Rossi chiamò i tecnici in bici che dotati di cell. al seguito potevano indicare lo stato di affaticamento fisico e mentale, riferendoglielo.
Vedendo che io volevo accelerare mi dissero che per esigenze televisive dovevamo stare insieme,
questo avrebbe compromesso il mio risultato però, d’accordo con lo studio rai, dopo che i keniani , in testa alla gara ufficiale (come al solito) ci avrebbero passato potevamo accelerare ,solo che il sorpasso lo avevo previsto verso il 16° km mentre avvenne al 13° quindi come già detto in ritardo sul mio ritmo da tenere, ma da quel momento ho iniziato un lungo ma inesorabile recupero,incitato dal mio tecnico in bici e sostenuto da 3 podisti che in maratona avevano circa 3 h(quindi una garanzia che mi avrebbe portato al traguardo) ho preso il largo dalla ragazza, man mano che scorrevano i km (e non come li sto scrivendo!!!!)
i miei compagni si stupivano della mia preparazione ,e, al 27° il primo di loro mollava ! per il ritmo elevato, gli altri 2 , mauro e paolo (cardiologo ) tutti di brescia, mi affiancarono come due angeli custodi, ma dopo altri6 km anche mauro cedeva il passo ,io che mi sentivo ancora bene dopo aver preso degli zuccheri e dell’acqua, nei vari km, controllavo quanto dovevo recuperare, ma complice la temperatura bassa andavo ancora ad un ottimo ritmo,e dallo studio dove chiedevano come stessi ,il mio tecnico rispondeva che tutto procedeva bene. Al 37° km anche l’ amico Paolo, mollò, a questo punto arrivati quasi alla fine rimanemmo io e il tecnico in bici,
ma ormai la forza di volontà , e la felicità di riuscire nell’impresa,mi condusse al traguardo,dove
c’era una gran folla, ormai avevo recuperato il tempo perduto nei primi km, giunto alla fine ,in lacrime chiudevo con un ECCEZIONALE h3,13.
Abbracciato e complimentato da tutti, giornalisti, dottori,tecnici e altri fui portato sul palco d’onore, dove intervistato davanti a migliaia di persone in tribuna che ascoltavano raccontavo la mia storia fino a quel momento,applaudito e premiato con una coppa per la riuscita del progetto
mi accingevo ad abbracciare moglie ,figli ,fratello,sorella ,mamma, parenti ed amici che mi avevano sostenuto per il periodo degli allenamenti ,poi , tornato a casa., mi riguardai la telecronaca della gara e meditare sull’impresa che avevo portato a termine, si , perché di questo si trattava( provare per credere ) IL PIU’ BEL GIORNO DELLA MIA VITA SPORTIVA.
La settimana seguente ,ho ricominciai ad allenarmi di nuovo ,con lo spirito di volerne rifare un’altra, cosi ho approfittai delle vacanze natalizie per accontentare la famiglia e me ,andai a sciare in quel di Livigno e cosi di provare a correre in altura e sulla neve.Il fatto di finire la maratona in buone condizioni ,è importantissimo , soprattutto se è la prima, in quanto psicologicamente sei molto motivato ,mentre in caso contrario ,il cervello si rifiuta sull’ipotesi di ripetere lo sforzo,almeno per il periodo immediatamente successivo ,poi se la forza di volontà è superiore ,e gli stimoli sono forti ,ti ritorna la voglia di maratona!
A Livigno, mi ricordo che la mia giornata ,iniziava la mattina alle 6,30 ,dove uscivo di casa ,(in affitto) e con – 27° provavo le brezza del correre sulla neve e con temperature polari,a 1800 mt di altitudine, ero scoperto solo negli occhi,ma anche qui,il sudore degli occhi si ghiacciava sulle ciglia! Incredibile . Correre in queste condizioni era molto difficile , eppure non ero il solo , poi ho conosciuto altri runners del posto che si allenavano con le ciaspole,così feci amicizia , conobbi delle gente fantastica,sportiva e unita. Una volta finito l’allenamento ,tornavo a casa
per la colazione e riprendeva la giornata da marito-genitore in vacanza sulla neve. Arrivato ,dopo altri 2 mesi di allenamenti ,a marzo 2006 , dopo alcune gare di allenamento , mi presentai alla maratona di Piacenza ,la seconda, intanto, venivo a conoscenza del mitico “muro delle 3H” ovvero il muro che teoricamente divide i maratoneti amatori forti , da quelli un po’ meno. A Piacenza, dopo una condotta di gara intelligente , ovvero di non tirare troppo fino al passaggio della mezza maratona, taglio il traguardo abbassando di 15 minuti circa la maratona precedente, concludendola in h 2,59,09, sfatando anche il tabù delle 3H. La mia storia inizia a essere di dominio pubblico ,sia via internet sui siti più conosciuti , sia sui giornali locali ,le notizie di questa evoluzione ,furono una cassa di risonanza forte, e per me un continuo stimolo verso nuovi traguardi. Il mese successivo (aprile) andai a Padova a farne un’altra ,e sempre in h2,59 arrivai 2° nel campionato italiano medici e paramedici. Poi provai a fare un’ultramaratona nel maggio a Seregno ,dopo 6h di corsa filate, conclusi facendo 63 km e finendo nel pianto , dalla stanchezza ,ma soprattutto dalla felicità di aver concluso la gara. Un piccolo aneddoto , abitando nelle vicinanze della gara ,dissi verso il 15° giro (30°km) alla mia famiglia che mi sarei ritirato e che ci saremmo visti a casa ,a breve ; invece dopo una sosta ,ho cambiai le scarpe , calze e dopo un breve massaggio ripartii , concludendo la gara e lasciando in ansia la famiglia che mi aspettava.
Giugno 2006 all’insegna della MONZA – RESEGONE, una maratona in altura , con partenza a Monza ed arrivo sul monte Resegone ,a 1400mt di altitudine. La mia iscrizione ,fu particolare ,perché il giorno prima ,mi presentai in sede organizzativa e cercai qualcuno che avesse bisogno di una persona per formare il gruppo ,si , perché si corre in 3 ,e tutti devono portarla a termine,e dunque il tempo viene preso sull’ultimo del trio arrivato . ho trovai due persone che avevano bisogno , in quanto il terzo si era ritirato,così mi inserii io con loro ,cosicché ci conoscemmo li all’istante ,e il giorno successivo partimmo all’ora prefissata dagli organizzatori. La partenza è sempre alle 21,00 di sabato dal centro di Monza, parte un terzetto ogni 30 sec ,dopo 32 km di piano ,iniziano 6km di tornanti,arrivati ad Erve , ci sono gli ultimi 4 km di sentiero di montagna ,illuminato da torce di fuoco ,un’immagine spettacolare, non tanto invece la salita,faticosissima e infinita. gara stupenda ,e senza importanza di risultato , anche perché i miei compagni non avavano mai fatto nemmeno una maratona . ero io quello con più esperienza del gruppo(il che è tutto dire). In ogni caso felici ,anche se piazzati a metà classifica. Luglio ,il mese della ricerca di gare al fresco ,soffrendo il caldo,quindi mi iscrissi a due gare diverse dalla routine ma pesanti in maniera particolare, la Bormio –Passo dello Stelvio ,una mezzamaratona tutta in salita e la skyrace di Premana 32 km di saliscendi sulla montagna.
Indescrivibili ,dal fascino dei paesaggi ,ma anche dalla gran fatica. Arriviamo all’autunno ,e,ad ottobre mi viene chiesto dalla milanocitymarathon di fare il pacemaker, colui che porta dalla partenza all’arrivo ad un’andatura costante , i runners che vogliono fare un determinato tempo.
Accetto di buon grado , sia perché mi sentivo in dovere verso l’organizzazione che mi aveva fatto conoscere in giro per l’italia,sia per provare una nuova esperienza. Il mio personale era di h2,59,09 ed avrei dovuto fare il pacer delle 3h , molto rischioso. Solitamente il pacer deve avere un personal best time inferiore al tempo che deve fare il pacer ,in caso contrario è anch’egli al limite ,quando corre ,così rischia di saltare anche lui ,facendo fare una non bella figura anche all’organizzazione.
Io in quest’occasione fui un orologio , tempo finale h 2,59,59 neanche farlo apposta. Una esperienza bellissima ,la mia ,in quanto ho cercato di aiutare tutti coloro che mi seguivano , spronandoli ed incitandoli,ed all’arrivo sono stato ripagato dai ringraziamenti di tutti coloro che mi avevano seguito . Provatela questa esperienza, se fatta con la giusta serietà è un bel gesto di altruismo .Saranno impagabili le emozioni date dai ringraziamenti dei compagni di gara.Ottobre è un mese importante ,ho iniziai a collaborare con il marathon del dott.Rosa, (come già descritto conosciuto in tutto il mondo), facendo conoscere a chi non lo sapesse la metodologia di allenamento(adottata con me) che prevede,la conoscenza delle soglie aerobiche ,ed anaerobiche ,attraverso un test su tapis-roulant,dove viene misurato quanto acido lattico viene prodotto mentre si corre a diverse velocità.io organizzavo delle giornate ,con decine di runners che volevano sottoporsi al test ,per poter migliorarsi ,magari correndo meno ,ma ,più qualitativamente; visto il successo di tali giornate ora è stato creato un polo,dove vengono effettuati tali test ,oltre che a Brescia, anche a Monza.Oltre a collaborare con il dott.Rosa ,”DF SPORT SPECIALIST” ,(negozi di sport di eccellente qualità,)
mi propose di correre con il loro marchio , affiancato da “ADIDAS”, che mi forniva di abbigliamento e scarpe ; per me ,amatore , fu un onore , già ero contento solo di poter correre normalmente, in più mi passavano il materiale, meglio di così , non potevo pretendere. Arrivato a fine anno , con un paio di maratone in più , in quel di Firenze molto bella ,e Reggio Emilia, dove stabilisco il mio nuovo record,h 2 ,57,20.
L’anno nuovo ,lo inaugurai con una nuova avventura,scalare il grattacielo più alto d’Italia,il Pirellone, 710 gradini,31 piani ,tutto in minuti 4,30! Era la prima edizione. Con l’arrivo della primavera , decisi ,anche di iniziare a girare per l’italia , facendo maratone qua e la , Roma ,( dove ne ho approfittai per portare la famiglia , abbinando il fatto di coinvolgere la famiglia stessa ,nella mia passione e la figlia che in quel periodo studiava i romani)
Treviso , dove corsi a nome di un amico (non si deve fare !) che non era preparato,stabilendo il nuovo primato per me e per lui,in h 2,54. A questo punto, cercai qualcosa in più. Affrontare una 100 km !”Il Passatore”. Come allenamento decisi di usufruire di alcune gare per arrivare a fine maggio ,periodo che appunto si svolge tale gara, con partenza da Firenze e arrivo a Faenza.
Gli allenamenti sono stati duri , facendo nel giro di 9 giorni maratona di Padova, 50 km di romagna, e maratona di Vercelli ; il 16 maggio però non seppi dire di no ad una gara che si svolgeva nei pressi di casa, la “6 ore di Seregno” , (quella già descritta precedentemente ,fatta l’anno prima) dove devi correre più km possibile in 6 ore ,laureandomi , con sorpresa campione italiano di categoria ,avendo percorso quasi 70 km.
Il 26 maggio ,rimane impresso come uno dei giorni più belli dei miei trascorsi sportivi! Terminata la 100km del Passatore in circa 10 ore, una gara bellissima, quanto dura,con i suoi 30 e più km di salita e altrettanti (spaccagambe )di discesa. Una gara infinita,che quando giunsi al traguardo ,piansi ancora come un bambino , per la felicità di averla terminata , e anche con un bel tempo .Durante le vacanze estive, andai a Livigno , e prendendo l’occasione, mi sono allenai in montagna, che spettacolo, alle 6 del mattino , quando tutto è fermo e in silenzio , scalare di corsa i vari sentieri che ti portano a quota 3000mt, ogni giorno un percorso diverso,arrivavo in cima e c’erano camosci , stambecchi ,marmotte,incantevole, poi tornavo in paese ,e per l’ora che si svegliava il resto della famiglia (moglie e i 2 figli) tornavo. In una di queste escursioni , però , il 12 agosto , arrivai in cima , al ghiacciaio ,e in breve tempo iniziò a nevicare, cosi si coprì la segnaletica del sentiero ,andai un po’ in panico.Mi fermai, non si vedeva nulla, sapevo che non mi potevo fermare troppo, quindi pensai al fatto che seguendo l’acqua che formava un ruscello , a valle sarei arrivato,e aiutato anche dal garmin 305, sono sceso ,ma mi ritrovai in svizzera , in una baita, dove chiesi informazioni per tornare sulla strada principale per livigno ,loro mi hanno risposero che ci volevano 40 minuti a piedi ed ero sulla strada Tirano-Livigno., a quel punto ,per non far preoccupare la famiglia , corsi veloce per arrivare sulla strada principale,arrivato in dogana,spiegai l’accaduto e mi fecero passare ugualmente anche se sprovvisto di documenti. Esperienza bella ma pericolosa, meglio evitarla.
In questo periodo, mi ha contattò la milanocitymarathon, chiedendomi se volessi collaborare con loro,alla promozione della manifestazione, ovviamente accettai , trattandosi della mia città, mi sembrava giusto cercare di far qualcosa per portare più persone possibile a far conoscere la maratona di Milano,quindi dopo aver fatto altre gare,dove andavo anche a promuovere la milanocitymarathon, ho chiesi di organizzare io ,gli incontri da dove ero partito io stesso, i “running days” incontri settimanali,dove oltre a lezioni teoriche inerenti al running,ci si suddivide per gruppi di velocità e resistenza, aperti a tutti,gratuiti , dove senza alcun obbligo ,ci si allena insieme ,ognuno col proprio allenatore, per essere pronti per la maratona di Milano(chi la vuole fare),coordinati dal dott Huber Rossi del Marathon Center di Brescia. I ritrovi furono un gran successo ,oltre 250 persone , in 2 parchi diversi , a Milano(il sabato) e a Monza(la domenica), a questi incontri ,circa 30 persone parteciparono alla prima maratona. Ricevetti un’infinità di complimenti,per l’organizzazione e per il supporto dato loro durante gli incontri.In una pausa di questi incontri, il 4 novembre, volai a New York , per provare la “ Mitica” N.Y.C.MARATHON fantastica in tutto, organizzazione, ospitalità ,fascino ,
anche qui , andai molto bene, arrivando al traguardo in h 2,49,stabilendo l’ennesimo primato personale e polverizzando quello di Treviso di 5 minuti fatto in marzo.
Tornato in Italia , mi son visto in alcune riviste ,pubblicizzato per la milanocitymarathon,e con estrema soddisfazione , a pagina intera sulla” Gazza “,“La Gazzetta Dello Sport”.
Dopo aver avuto il compito , di promuovere la maratona , organizzato questi incontri,ho organizzai io stesso anche i Pacemakers.
Il giorno della gara ,accompagnati sul posto ,i pacemakers, che erano 27 , sono partirono, e anch’io ho fatto la mia gara , rimigliorando il personale che avevo fatto a N.Y. neanche un mese prima scendendo a h 2,47.
Passato novembre e arrivati a dicembre , ne approfittai per tirare un po’ il fiato, allenandomi e correndo alle tapasciate dove si corre comunque in compagnia , ed è proprio ad una di queste , in quel di Cabiate (CO),mi è successa una delle più brutte,ma belle cose che ti possano capitare nella vita , SALVARE UNA VITA ! si , perché mentre correvo in compagnia , davanti a me ,ho vidi uno strano movimento di persone che sostavano e che c’era qualcuno per terra steso ; vidi che cercavano di fare qualcosa ,ma che non sapevano bene cosa, per fortuna quando corro non in gara ,mi porto sempre il cellulare cosi informatomi sull’accaduto , ho chiamai il 118,richiedendo specificatamente un ambulanza con unità coronarica, poi mi avvicinai all’uomo che era si era accasciato a terra . Aveva il viso tumefatto ed era esanime,non aveva polso, occhi rovesciati, capii che c’era pochissimo tempo a disposizione per salvarlo,
cosi mi buttai sopra e facendo la respirazione bocca a bocca, ed aiutato da un’altra persona a cui indicavo come fare il massaggio cardiaco, vidi che dava piccoli segni di ripresa, girato sul fianco ,in posizione di attesa , si era arrestato ancora il cuore,( nel frattempo era arrivata la moglie ,anche lei podista ,che potete immaginare ,poverina in che stato fosse ) così ancora respirazione, e nuova ripresa del battito ,sono stati attimi drammatici,poi l’arrivo dell’ambulanza richiesta,e un paio di scariche di elettrochoc,con iniezione di cicloeparina, hanno dato la continuità al cuore di pompare, portato in ospedale , sembrava salvo ,anche se non si potevano sapere i danni cerebrali. Qualche giorno dopo andai a trovarlo,avendo tenuto i contatti con la moglie, all’entrata della camera di terapia intensiva ,l’anestesista mi fece i complimenti , dicendomi che sarebbe bastato qualche minuto senza ossigeno al cervello che non ci sarebbe stato più nulla da fare. Entrato nella camera , la moglie mi abbracciò calorosamente, mentre lui che durante il ricovero aveva fatto dei by-pass,non sapeva neanche chi fossi ,in quanto non ci conoscevamo, quando la moglie gli ha spiegato chi ero,tutti avevamo le lacrime di gioia . dimesso dopo una settimana , festeggiammo ,con una cena tutti insime ,e siamo ancora in contatto.
Il 2008 , si apre con la maratona di Salsomaggiore, dove stabilii un nuovo record,h2,46, poi dopo aver fatto altre gare,partecipo alla mezza di Lecco ,facendo il personale sulla mezza, h1,17(anche se sembrava piu corta)qualche giorno dopo , mi capitò un bel aneddoto,mentre fui in giro per lavoro, vennin fermato da una pattuglia della polizia per un normale controllo, vedendomi in faccia e controllando i documenti , mi chiese se sono io quello che fa le maratone, alchè,io incredulo e felice di essere conosciuto ,anzi riconosciuto ho risposto si!, loro mi dissero che anche loro correvano , che però non migliorano etc..,allora gli diedi dei consigli ,ed invitati a fare un test di soglia,loro con entusiasmo hanno accettarono di buon grado . In aprile,con la famiglia decisi di andare ad un’altra maratona eccellente,Londra, ed in effetti non si smenti. Bellissima la città, bella la gara e tutto il contesto generale,poi a me piace quando la gara si trasforma in evento eccezionale. Contento , anche della prestazione,h 2,48,con una pioggia e vento che si fecero sentire parecchio.
Maggio 2008 ,altra 100km ,il problema ,in generale è quello di non riuscire mai a preparare qualche gara specificamente,in quanto giro per l’italia anche per promuovere la milanocitymarathon,e quando sono in giro,la passione mi porta a correre la gara ,così non riesco a dare il meglio .in ogni caso la 100km, l’ho fatta lo stesso ,,migliorata di circa 40 minuti,seguito da 2 maratoneti amici , che all’arrivo caricarono la bici in auto ,ed esausti si misero a dormire , facendo guidare me che avevo fatto 100km di corsa !! Bello è stato anche che al 75° km 2 runners che mi hanno riconosciuto , hanno voluto fare la foto con me sotto il traguardo volante.
Giugno , partecipazione alla 50km dell’adda,arrivando 4°,la settimana dopo la Monza-Rsegone con un terzetto del mio livello ,e così all’arrivo ,dopo una gara accorta ,giungemmo 3°. grande soddisfazione.
Il tempo passa, ma la voglia di correre no, in vacanza a formentera ,conobbi gli unici 2 maratoneti del posto, Daniel ,ristoratore con cui sono molto legato , anche lui appassionato di corsa.Quando racconto la mia storia ,si entusiasma moltissimo ,un pomeriggio mi invitò a fare una corsa da faro a faro , 28 km (la mattina ne avevo già fatti 20) quando arrivammo,io in testa , mi dissero “ma come fai ? “,sull’isola si sparge la voce di me e la mattina dopo , a colazione ,in centro a Formentera ,quando entrai ,un’ovazione mi accolse,complimenti a gogo,anche se non avevo vinto nessuna gara,ma conoscendo la mia storia.
In vacanza ,mi allenai male per l’umidità e il caldo ,ma sapevo che quando sarei tornato alla temperatura fresca ,avrei avuto i benefici,infatti a settembre, andai a Parma nella 30km della duchessa ,dove mi piazzai 8° con un ottimo tempo e dove al 28° km ,incitai un runners che stava mollando ,lo spronai e mentre arrivammo all’arrivo mi chiese come mi chiamassi ,dicendo il mio cognome ,mi disse che aveva sentito parlare di me,a questo punto ,mi disse se poteva avere l’onore (addirittura)di arrivare mano nella mano,cosa che mi fece solo piacere ovviamente. Pronto per Berlino dove andai 15gg dopo. Bella la città , bella l’organizzazione, straripante la partecipazione, oltre 35000, ottima la performance, h2,44 nuovo personal time.
Tornai a casa e riorganizzai di nuovo i running days, a monza e Milano , successo indiscusso,350 iscritti ,molti nuovi runners di tutti i livelli, altri 40 runners portati per la prima volta alla maratona di milano, felicitazioni e complimenti sono innumerevoli,che mi ripagano del mio impegno e della mia passione.
Ritorno a N.Y a novembre con famiglia ,facendogli godere anche a loro il soggiorno di una città fantastica e il fascino di questa maratona, miglioro la prestazione dell’anno precedente di circa 3 minuti.
Arrivò così la Milanocitymarathon 08 ,e tutto filò liscio ,partecipai anch’io in h2,48 e poi andai a Reggio Emilia a dicembre,chiudendo un altro anno pieno di emozioni. La ciliegina sulla torta ,però la da la cena che ho organizzai con molti runners dei running days presso un ristorante di Monza di un amico anch’egli podista, dove ci ritrovammo in un centinaio (importante ,non di una società, ma amici ) e io chiedendo alle varie organizzazioni di offrire un pettorale o altro , dispensai per la cena appunto di fine anno oltre 100 premi. Mai in Italia era successa una cosa del genere, di questo posso dire di essere certo!
Anno 2009 , mi preparai per una gara che non veniva fatta da moltissimi anni e che è stata fortemente voluta, “La 100km di Seregno” del 22 marzo .Senza grosse velleità mi preparo duramente ,con molta testa ,seguendo una logica che in certe cose va eseguita ,per non subirne le conseguenze. Alla fatidica data ,mi sentii pronto, stavo bene e il risultato c’è, strepitoso per me. H 7,56
Davanti a me solo nazionali ultramaratoneti ,arrivai 6° assoluto ,dando la possibilità alla campionessa mondiale di ultramaratona di arrivarmi davanti di 5 secondi, con molto rispetto.
Affrontai a giugno la Monza –Resegone (42km) dove arrivai con il mio terzetto 3° assoluto, la settimana dopo feci la Pistoia – Abetone, massacrante 50km con 36km di salita !! classificandomi 15° assoluto,senza prepararla.,poi altre maratone Venezia h 2,45,Reggio Emilia h2,45, senza preparazioni specifiche ,in manca il tempo , in quanto impegnato nelle varie collaborazioni e nella vita quotidiana. Nel 2010, sempre sfruttando il fatto di promozionare in giro ,mi preparai per la 100km di seregno ,facendo 4 maratone in 4 settimane , oltre a fare km in settimana, il mio obbiettivo è di far parte del giro della nazionale italiana di ultramaratona, arrivò il giorno della gara, degli amici , mi fecero trovare sul percorso degli striscioni con la dicitura ,Barbugian in nazionale,
per me fu eccitazione, era campionato italiano 100km ,all’arrivo , tolgsi circa 10 minuti dall’anno precedente,chiusi in h7,47 ,a giugno rifeci la Monza -Resegone arrivando 4°,poi la settimana successiva ancora l’ultra Pistoia –Abetone ,migliorandomi ancora .
A giugno per passione e correttezza ,feci il corso di allenatore F I D A L di base di atletica,così posso anche allenare
Settembre 2010 rimarrà segnata per sempre ! La prima Vittoria !
Seregno, 6h, sotto un diluvio pazzesco, con la presenza di 2 ultramaratoneti della nazionale e un maratoneta da h 2,30 che si era preparato per questa ultra e 3 ultramaratonete della nazionale (tra cui Monica Casiraghi campionessa del mondo ) vinco , facendo 78km,pur essendomi fermato per 8 minuti dopo 42 km per mangiare ,bere e decidere cosa fare se continuare o cercare il risultato in maratona la settimana dopo a Berlino. E’ stato meglio decidere di continuare a Seregno ,visto che mi ha regalato la prima vittoria,una felicità immensa!! Mi sono arrivati oltre 350 mail di complimenti!!La nazionale spero sia più vicina !
Mi rende orgoglioso il fatto di avere moltissimi runners amici ,che mi salutano e mi chiedono consigli ,ovunque vada. La popolarità ,se così si può chiamare ,me la sono conquistata con le mie gambe e con la mia testa,come noi runners sappiamo;e quando la gente vede in me un modello da seguire e vede una persona che trasmette qualcosa di positivo ,senza altri fini,questo mi gratifica.

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