TAMARA LUNGER Il fascino del freddo

Breve Bio

Nata a Bolzano nel 1986, figlia di un noto scialpinista italiano, ha vissuto tutta la sua vita sulle montagne. Forse per questo è stato inevitabile che la montagna avesse una così forte influenza nella sua vita, e diventasse la sua passione. Nel 2014 raggiunge la vetta del K2 come seconda donna italiana nella storia dell’alpinismo. Fin da quando era piccola, Tamara ha praticato tanti diversi sport, anche l’atletica leggera (due volte vice-campionessa italiana nel lancio del disco), ma la sua vera passione, la montagna, è rimasta negli anni invariata. Dopo un periodo di gare di sci-alpinismo ha avuto bisogno di nuove sfide in alta montagna. Già all’età di 14 anni aveva il sogno di scalare un ottomila e da sempre una certa idea di come doveva essere; nel 2009, con la sua prima esperienza alpinistica in Nepal, poté confermare a sé stessa che quell’idea era corretta. Da allora, le cose sono state chiare a Tamara: “questa è la vita che voglio, niente di diverso”.

IL FASCINO DEL FREDDO 

La giovane alpinista ha compiuto ciò che mai nessuna donna è stata in grado di fare: è riuscita a superare il “marchio 8000” alla prima salita in invernale sul Nanga Parbàt, ma è stata costretta a rinunciare poco sotto la cima.

Che cosa spinge una donna a buttarsi d’inverno, nel freddo, per mesi a queste quote proibitive? Tra tutti questi elementi era proprio il freddo estremo che faceva crescere in Tamara sempre più incertezze, nulla le ha fatto più paura che affrontare questa sfida. Sin dal suo inizio nell’alpinismo d’alta quota nel 2009 Tamara ha vissuto e superato momenti più o meno difficili: molto di ciò che all’inizio era sconosciuto e le faceva paura, dopo le esperienze trascorse si trasformava in un punto di forza. Nulla potrebbe scoraggiare la giovane alpinista dal raggiungere i suoi sogni e desideri. Tamara non è una che molla volentieri. A soli 23 anni, dopo il suo titolo mondiale in sci alpinismo nel 2008 voleva salire un 8000: traguardo raggiunto, come donna più giovane ad aver salito il Lhotse nel 2010. Nel 2014 poi ha salito senza ossigeno la seconda montagna più alta del mondo, il K2 con i suoi 8611 metri. Questo è stato il punto decisivo della carriera alpinistica di Tamara, in cui il suo mentore, Simone Moro, ha creduto in lei portandola in una spedizione invernale oltre 8000 metri. Il piano  prevedeva la traversata del Manaslu (8163 m) e dell’East Pinacle. Nevicate estreme impedirono la salita, ma il sogno di conquistare un 8000 in inverno persisteva: nel 2016 Tamara e Simone sono ripartiti nella stessa squadra per il Pakistan, dove hanno provato la prima salita invernale del Nanga Parbàt, 8126 metri.